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Gubbio

Gubbio fu una città Umbra con il nome di Ikuvium o Iguvium posta sulle vie di comunicazione tra il Tirrento e l’Adriatico. Testimonianze del periodo umbro sono le importanti Tavole Eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo ed acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo, in parte redatte in alfabeto umbro ed in parte in alfabeto latino, ma sempre in lingua umbra.

San Francesco a Gubbio

La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di San Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato, cioè l’incontro con il lupo.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il Palazzo dei Consoli fu fatto costruire nel XIV Secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, è alto circa sessanta metri. Dal 1901 è sede del museo civico, dove sono esposti antichi reperti archeologici umbri, una collezione numismatica ed una pinacoteca.

Altri luoghi di interesse sono la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, le chiese di San Francesco, San Giovanni, San Martino, San Pietro e e Sant’Agostino, il Palazzo Ducale, il Cassero e il Teatro romano.

Folclore

Gubbio è tradizionalmente definita la “città dei matti”, riferito alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la “patente di matto” a chi compie tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, situata nel largo Bargello.

La città di Gubbio è situata sulla strada del pellegrinaggio, il Cammino d’Assisi.

Nel mese di maggio si tiene anche la famosissima Corsa dei Ceri: la Festa dei Ceri si svolge il 15 maggio d’ogni anno. La tradizione vuole che sia una festa in onore di Sant’Ubaldo Baldassini, Cittadino, Vescovo e Patrono di Gubbio, che morì nel 1160, e sarebbe il frutto della trasformazione di un’originaria offerta di cera che le corporazioni medievali eugubine donavano al Patrono. Per altri studiosi invece avrebbe origine da feste pagane precristiane, forse in una festa in onore della dea Cerere, legata al risveglio della primavera.